Un pretesto per parlare di un film ancora non visto, l’Ulisse più costoso della storia, con Christopher Nolan che mette in scena l’Odissea con budget da capogiro e tecniche innovative riservate a pochi fortunati. Dopo tre ore di naufragi, sirene e un Poseidone sempre nervoso, l’eroe torna a casa da vincitore.
Un poeta greco di nome Kavafis nel 1911 scrive due paginette e demolisce silenziosamente l’intero genere epico. Il suo consiglio a chi parte per Itaca non è “sopravvivi ai mostri”, ma quasi il contrario: augurati che il viaggio sia lungo, e possibilmente pieno di soste inutili. I Ciclopi e Poseidone, dice, non li incontrerai mai davvero, a meno che non te li porti dentro tu.
E quando finalmente arrivi a Itaca? Nessuna festa. “Nulla di più ha da darti”, scrive, quasi con un’alzata di spalle. La vera meta è un pretesto elegante per aver avuto una scusa buona per partire.
Tre secoli prima Michel de Montaigne aveva già chiuso l’intera sua opera — gli Essais, capitolo conclusivo — con una frase che suona quasi come una scrollata di spalle rinascimentale: “Le vite più belle sono quelle che si conformano al modello umano e comune, con ordine, senza eccezionalità e stravaganze”; niente miracoli, niente exploit, va benissimo una vita normale vissuta con un minimo di ordine. Altro che eroe che sconfigge i Ciclopi.
Nolan ci appassionerà con tre ore di eroismo a suon di effetti speciali, ma un poeta greco e un filosofo francese ci ricordano che la vita più riuscita è quella un po’ noiosa e malinconica, senza troppi Ciclopi da abbattere.
Consolazione anche piuttosto rassicurante, se trasferiamo il concetto all’economia domestica e ai bilanci, compreso quello del Bfc; a volte la cosa più eroica è semplicemente arrivare a fine anno con i conti in ordine, senza stravaganze e, verosimilmente, a metà classifica.
Guccini, come Odisseo davanti alla corte dei Feaci, ha cantato la sua storia con la bellezza e la credibilità di un aedo, egli stesso Omero del suo mondo conosciuto e Odisseo di sé medesimo. Se il lutto può essere un fatto privato il canto è di tutti ed è bello non distinguere se stiamo celebrando il canto o il cantore nelle canzoni che risuonano nelle piazze di queste notti accaldate, in una specie di afflato di umanissima e fragile ambizione di eternità. (Vinicio Capossela, Repubblica - 8/8/2026)
Circolare Spazio Aziende
La Circolare SEAC di agosto approfondisce il rapporto tra ISA e Concordato Preventivo Biennale (CPB), evidenziando come la fedeltà dichiarativa rappresenti il presupposto essenziale per accedere ai benefici premiali e per la corretta formulazione della proposta di concordato. La circolare richiama inoltre le principali novità fiscali del periodo e riepiloga le scadenze di agosto, con particolare attenzione ai versamenti prorogati per i soggetti ISA e agli adempimenti IVA, previdenziali e tributari.
Concordato preventivo biennale 2026-2027: adesione entro fine ottobre
È possibile aderire al Concordato preventivo biennale (CPB) per il 2026-2027, sia per i contribuenti che non avevano aderito al precedente biennio 2025-2026, sia per coloro che, concluso il CPB 2024-2025, intendono rinnovare l’adesione.
La proposta dell’Agenzia delle Entrate viene elaborata sulla base del reddito effettivo 2025, opportunamente rettificato secondo le regole del CPB, tenendo conto dei risultati ISA, dell’andamento dell’attività negli ultimi tre anni, dei valori di riferimento del settore e delle previsioni economiche per il 2026 e 2027.
Una novità significativa riguarda i limiti massimi di incremento rispetto al reddito di riferimento: dal 10% per i contribuenti con ISA pari a 10, fino al 35% per quelli con punteggio ISA inferiore a 6. Tali limiti possono tuttavia non operare qualora la proposta risulti inferiore ai valori di riferimento settoriali.
Sono inoltre previste riduzioni della proposta dal 10% al 30% in presenza di determinati eventi eccezionali che abbiano comportato la sospensione dell’attività per almeno 30 giorni.
L’adesione può essere trasmessa autonomamente oppure insieme alla dichiarazione dei redditi e al modello ISA e, una volta effettuata, può essere revocata entro lo stesso termine.
La scadenza prevista per aderire è il 31 ottobre 2026; poiché cade di sabato, il termine dovrebbe slittare a lunedì 2 novembre 2026, salvo diverse indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
ODV e APS: dal 2026 il nuovo regime forfetario semplifica anche l’IVA
Dal 1° gennaio 2026 le Organizzazioni di volontariato (ODV) e le Associazioni di promozione sociale (APS) possono optare per il regime forfetario previsto dall’art. 86 del Codice del Terzo settore, a condizione che nell’anno precedente abbiano percepito ricavi non superiori a 85.000 euro.
Il regime è particolarmente favorevole: ai fini delle imposte sui redditi, il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi un coefficiente di redditività dell’1% per le ODV e del 3% per le APS.
Ancora più rilevanti sono le semplificazioni IVA. Gli enti che adottano il regime non applicano l’IVA sulle operazioni effettuate e non detraggono quella sugli acquisti, risultando inoltre esonerati dal versamento dell’imposta e dalla maggior parte degli adempimenti IVA, compresi, in via generale, gli obblighi di fatturazione e certificazione dei corrispettivi.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito un aspetto particolarmente importante: una volta verificato il rispetto della soglia di 85.000 euro, le semplificazioni IVA si applicano all’intera attività dell’ente, comprese quelle attività che, pur essendo rilevanti ai fini IVA, sono considerate non commerciali ai fini delle imposte sui redditi.
Queste ultime attività, peraltro, non concorrono al raggiungimento del limite degli 85.000 euro: la verifica della soglia viene infatti effettuata sulla base dei soli ricavi fiscalmente rilevanti ai fini delle imposte dirette.
Rimane una specifica eccezione per le attività di spettacolo e intrattenimento: anche gli enti che adottano il regime forfetario devono continuare a certificare i relativi corrispettivi mediante titolo di accesso o gli altri strumenti previsti dalla normativa di settore.
Il nuovo regime rappresenta quindi, per le ODV e APS di minori dimensioni, una significativa semplificazione della gestione fiscale e amministrativa, rendendo opportuna una verifica della sua convenienza rispetto alle caratteristiche e alle attività concretamente svolte dall’ente.
Società a ristretta base: nuovi limiti alla presunzione di distribuzione degli utili ai soci
Il decreto correttivo “Omnibus”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026, interviene su un tema da tempo oggetto di contenzioso: la presunzione di distribuzione ai soci degli utili non dichiarati dalle società di capitali a ristretta base sociale.
Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, quando il Fisco accerta maggiori utili in capo a una società composta da pochi soci, può presumere che tali somme siano state distribuite agli stessi in proporzione alle rispettive quote, senza doverne dimostrare l’effettivo incasso.
La novità è che questo principio viene ora espressamente disciplinato dalla legge, introducendo però importanti garanzie per i contribuenti.
In particolare, la presunzione potrà operare in presenza di ricavi non contabilizzati e non dichiarati oppure di costi inesistenti portati in deduzione. Non dovrebbe invece più essere applicabile quando l’accertamento deriva semplicemente dal disconoscimento di costi realmente sostenuti ma fiscalmente indeducibili.
Un’altra importante novità riguarda la tassazione: gli utili extracontabili che si presumono distribuiti dovranno essere assoggettati in capo ai soci alle regole fiscali proprie dei dividendi.
La nuova disciplina rende quindi più chiari i confini della presunzione: resta particolarmente incisiva in presenza di veri e propri utili occulti, ma non dovrebbe più trasformare automaticamente qualsiasi rettifica fiscale effettuata alla società in un maggior reddito attribuito ai soci.
Le storie di Rock’n’roll di Max Mingardi
Il 10 marzo 1977, dopo una cerimonia informale sulla rotonda davanti a Buckingham Palace a Londra, i Sex Pistols entrano negli uffici dell’ etichetta A&M per firmare il contratto e la pubblicazione del loro atteso primo disco. Molte case discografiche ci avevano provato, fra cui anche la EMI, ma solo la major americana ci era riuscita. O almeno così credeva. Nei locali successe il finimondo: I Pistols scatenarono un delirio di violenza e vandalismo davanti ai dirigenti sotto shock. Nessuno sa se lo fecero d’istinto o sotto c’era un progetto lucido del loro manager, il famoso Malcolm McLaren. Fatto sta che sei giorni dopo l’A&M stracciò il contratto liquidando la band con 75.000 sterline. Le copie dell’ unico singolo stampato, il controverso ‘God Save The Queen’, furono distrutte e quelle poche che erano già in circolazione oggi valgono una fortuna. Due mesi dopo firmeranno un ricchissimo contratto con la Virgin Records.
Letture
Quando l’ottantunenne Jay Mendelsohn chiede al figlio Daniel, classicista e docente, di poter seguire il suo seminario universitario sull’Odissea, nessuno dei due immagina dove li porterà quel viaggio. Settimana dopo settimana il padre, matematico per formazione e scettico per natura, si siede tra gli studenti e contesta pubblicamente le interpretazioni del figlio; a fine corso, i due si imbarcano insieme in una crociera a tema che ripercorre le rotte di Ulisse nel Mediterraneo.



