SGA's Newsletter #66
Dopo la “fine della fine”
All’inizio degli anni ’90, Francis Fukuyama parlava di “fine della storia”: non la fine degli eventi, ma l’approdo, dopo la dissoluzione del blocco sovietico, a un modello definitivo, quello delle democrazie liberali, destinato a stabilizzarsi nel tempo.
Per anni, questa idea, pur assai discussa, ha fatto da sfondo implicito al nostro modo di leggere il mondo.
Il saggio di Gabriele Segre, “La fine della fine della storia. Abitare la scomodità del mondo” (ed. Bollati Borlinghieri 2026) parte proprio da qui, ma per rovesciare la prospettiva: oggi stiamo affrontando la “fine della fine della storia”.
Non solo quel modello non si è consolidato definitivamente, ma è entrato in una fase di crisi strutturale.
Più che una semplice transizione, è una perdita di riferimenti, un vero e proprio lutto.
Segre utilizza questa categoria in senso quasi psicologico: per abitare il presente, dobbiamo accettare che “il mondo di prima” non tornerà.
Il rischio, altrimenti, è restare bloccati tra nostalgia e disorientamento.
A complicare questo passaggio contribuisce il rapporto con la tecnologia: il dominio dei dati e dei flussi informativi non amplia necessariamente la nostra comprensione, ma spesso la restringe, creando una sorta di “prigione cognitiva”.
In questo contesto riemergono situazioni che credevamo superate: competizione tra potenze, conflitti, instabilità.
Ma è proprio qui che Segre introduce un elemento controintuitivo: la possibilità di una cultura della speranza, fondata non sull’illusione ma su un realismo consapevole. Una speranza che mantiene un legame profondo con il reale, perché non si sottrae al presente, ma lo attraversa.
La sfida diventa allora politica nel senso più profondo: ricostruire spazi condivisi e nuovi racconti capaci di orientare l’azione.
Circolare Spazio Aziende
Nella Circolare SEAC del mese di maggio l’attenzione sulle novità fiscali e operative di particolare interesse. Tra i temi trattati segnaliamo la riproposizione dell’estromissione agevolata degli immobili strumentali dell’impresa individuale, misura che può offrire interessanti opportunità di pianificazione patrimoniale e fiscale, oltre ai recenti chiarimenti giurisprudenziali in materia di redditometro e abitazione principale ai fini IMU. Completa la circolare il consueto riepilogo delle principali scadenze fiscali e previdenziali del periodo, utile per una corretta programmazione degli adempimenti di maggio e inizio giugno.
Deposito dei bilanci 2025
Per i bilanci 2025 resta l’obbligo di deposito in formato XBRL presso il Registro imprese, utilizzando la tassonomia PCI 2018‑11‑04, come chiarito anche dal Manuale operativo Unioncamere di aprile 2026.
Il deposito va effettuato entro 30 giorni dall’approvazione (per i “solari”: entro il 1° giugno o il 29 luglio 2026 nei casi limite), tramite pratica telematica con file XBRL e allegati PDF/A firmati digitalmente, predisposti con i software di mercato o con gli strumenti gratuiti messi a disposizione dal sistema camerale (servizi DIRE e TEBENI di Infocamere).
Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: proroga e nuovi limiti
Il decreto fiscale (DL 38/2026) introduce modifiche significative al concordato preventivo biennale. Il termine per l’adesione al CPB 2026-2027 è stato prorogato al 31 ottobre 2026, coincidendo con la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Vengono inoltre introdotti nuovi tetti agli incrementi proposti dal software, anche per i contribuenti con punteggi ISA medio-bassi: l’incremento massimo è fissato al 30% per chi ha punteggio ISA tra 6 e 8, e al 35% per punteggi ISA tra 1 e 6. Questi limiti si aggiungono a quelli già esistenti per i contribuenti più affidabili (10%, 15% o 25% a seconda del punteggio ISA superiore a 8) e sono già operativi per il CPB 2026-2027. Tra le altre novità, viene integrato il calcolo del reddito d’impresa concordato con le maggiorazioni di ammortamento previste dall’iper-ammortamento introdotto con la legge di bilancio 2026, con effetti a partire dal modello Redditi 2027.
Diritto camerale 2026: importi e scadenze
Per il 2026 il diritto camerale resta dovuto in misura ridotta del 50%, con importi base che vanno da 44 euro per le imprese individuali in sezione speciale a 100 euro per le imprese individuali in sezione ordinaria, fino a un massimo di 20.000 euro per le altre imprese in base al fatturato, oltre ai piccoli importi fissi per REA e unità locali. Per le imprese già iscritte, il versamento (con F24 codice 3850 o pagoPA) segue le scadenze del primo acconto delle imposte sui redditi, con la maggiorazione del 20% deliberata per il triennio 2026‑2028 da molte Camere di Commercio.
Modello PF 2026: cosa cambia
Nel Modello Redditi PF 2026 entrano a regime le novità IRPEF sui redditi 2025, con aggiornamento di scaglioni e detrazioni, soprattutto per i redditi medio‑bassi.
Sono stati riorganizzati i campi per bonus edilizi e crediti d’imposta, per rendere più chiara l’indicazione delle quote residue e degli utilizzi.
Trovano inoltre spazio dedicato le cripto‑attività e altri investimenti “nuovi”, con righi specifici per dichiarare correttamente plusvalenze e imposte.
Dichiarazioni fiscali 2025 – Mod 730-PF 2026
Lo Studio ha avviato l’attività dedicata alla predisposizione delle dichiarazioni dei redditi, con particolare riferimento al Modello 730 e PF per i redditi 2025.
Al fine di garantire un servizio puntuale ed efficiente, rimandiamo al nostro sito per le principali indicazioni operative.
Un passaggio fondamentale è la consultazione della dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, utile come strumento di verifica e controllo dei dati fiscali.
Salario giusto
Il nuovo decreto in materia di lavoro collega espressamente il “salario giusto” ai contratti collettivi firmati dalle organizzazioni più rappresentative a livello nazionale. In pratica, per accedere ai benefici del DL 62/2026 le imprese devono garantire ai lavoratori un trattamento economico complessivo almeno pari a quello previsto dai contratti “leader” del settore. Questo parametro diventa il riferimento minimo anche dove si applicano contratti meno rappresentativi o dove mancano accordi collettivi, riducendo lo spazio per soluzioni al ribasso.
Ascolti
Robert Christgau, 84 anni, è stato uno dei critici musicali più influenti del Novecento, ha scritto oltre 16mila recensioni e continua ad aggiornare la sua guida ancora oggi, sul suo sito personale e sul suo account Substack, adottando un singolare metro di valutazione. Tra le ultime cose che lo rigurdano, un recente documentario dedicato alla carriera, The Last Critic. Qui un suo profilo. Dalla sua playlist dell’anno 2025.

